Materiale sull'opuscolo della fiera

"Non si può risolvere un problema
usando lo stesso modo di pensare
che ha creato quel problema"
(Albert Einstein)


20dipace ha superato l'anno di vita. Partiti sposando completamente la posizione del movimento pacifista "contro la guerra senza se e senza ma". Allo stesso modo ribadiamo anche oggi l'incondizionato "senza se e senza ma". In mezzo ci sono una serie di iniziative portate avanti nell'ambito locale: dalla fiaccolata al presidio in piazza contro la guerra, dal giornalino mensile alla serie di conferenze sull'informazione (ALTrA INFORMAZIONE), alle bandiere arcobaleno, alla divulgazione di libri "diversi", alla solidarietà pro Emergency, alle mostre sulle mine e sul Congo. Ma se l'impegno contro la guerra è stata la chiave di partenza ora la necessità è lavorare per la pace: educare alla pace, cioè fare proposte per risolvere le situazioni di conflitto per creare situazioni di collaborazione e crescita comune. Occorre trasferire ed applicare nel piccolo, nel quotidiano, quegli ideali di aggregazione e partecipazione che ci hanno portato ad esporre (e mantenere esposte) le bandiere ai balconi delle nostre case. Occorre stimolare le persone a farsi una propria opinione rifiutando il pensiero pre-confezionato. Occorre fare scelte che vadano a beneficio di tutta la comunità e soprattutto che tengano conto del pensiero e delle esigenze di tutta la comunità. Scelte trasparenti e documentate che riconoscano l'uomo (e non il profitto, il commercio, il mattone, il potere ecc.) come centro. E queste scelte si chiamano nuovi municipi, consumo critico, sobrietà, servizi sociali, integrazione fra le diverse etnie, partecipazione ecc. Come nella citazione di A. Einstein non crediamo che il necessario cambiamento possa avvenire solo con buone nuove proposte, ma soprattutto con un nuovo modo di proporle e realizzarle. In questo vuole continuare il nostro impegno, portando avanti, anche in modo scomodo e contagioso, i valori che ci fanno essere "cittadinanza attiva".


"Allora si potrebbe immaginare un neo-rinascimento,
un individuo tutto da inventare, in continuo movimento.
Con la certezza che in un futuro non lontano
Al centro della vita ci sia di nuovo l'uomo"
(Giorgio Gaber)