PROGRAMMA 20diPace

Castelnovo Sotto, 28.05.2004

· Alla Società Civile Castelnovese
· Alle associazioni locali
· Agli amministratori e politici

PREMESSA

Come associazione di volontari che mira alla progressiva realizzazione e diffusione di una CULTURA DI PACE, come promotori di un modo diverso di vivere le relazioni economiche e sociali tra i popoli al nord come al sud del mondo attraverso il dialogo, la trasparenza ed il rispetto dei diritti di ogni uomo, proponiamo una serie di riflessioni ed alcune proposte pratiche che direttamente ne conseguono.. In altre parole, perché l'impegno all'interno della nostra associazione, in alcune campagne ed in accordo con altre associazioni culturali e solidali ci porta a ragionare sullo sviluppo e la politica della nostra città attualizzando il pensare globale ed agire locale.
In particolare partiamo dalla considerazione che nessuna realtà, seppur piccola e
localizzata, si può collocare al di fuori dalle scelte economiche, politiche e militari che il Nord del mondo sta compiendo e non da oggi.
Di fronte al sistematico attacco ai principi della legalità e dei valori (legalità violata, pace dimenticata, potere travolgente del denaro, litigiosità diffusa e forza invasiva dei media) vorremmo che la politica della nostra città non rispettasse l'attuale modello politico che tende a salvaguardare gli interessi di una minoranza, portando ad un'inevitabile minaccia alla tenuta democratica (alimentando fondamentalismi e terrorismo), seminando scarsa responsabilità, specie tra i più giovani.
Con molta umiltà é necessario riscoprire il modello politico che mette al centro la vita e la promuove: la relazionalità fra le persone, non "l'uomo consumatore".
Per questa serie di motivi, rifacendoci all'esperienza bolognese della rete di Lilliput e ad altre piccole esperienze a noi più vicine (es. Correggio) proponiamo a quella che sarà la nuova amministrazione di Castelnovo Sotto ed a tutte le forze politiche locali la nostra disponibilità a promuovere il confronto su alcuni percorsi qui di seguito riportati.
Ci proponiamo altresì di essere, durante la prossima legislatura, un puntuale, attento e costante punto d'osservazione e di critica costruttiva sulle stesse tematiche.


Metodo di lavoro
Ancor prima dei contenuti è il nostro linguaggio a dover mutare, diventando intelligibile, rendendo possibile il dialogo

E' a nostro parere assolutamente prioritario percepire la dimensione locale come lo spazio dei diritti di cittadinanza, dov'è possibile la costruzione di un modello di welfare basato sul principio della partecipazione dei cittadini al governo del territorio e sulla convinzione che il benessere di una comunità rappresenta un interesse ed un impegno collettivo, non una responsabilità esclusiva dell'amministrazione.
Quest'ultima ha oggi il ruolo di far crescere la cultura della partecipazione e del decentramento, della responsabilità diffusa, di estendere la presenza dei cittadini e delle loro organizzazioni nei processi decisionali.
Da questo ne deriva un metodo che non sia impositivo (la decisione presa viene comunicata ai cittadini dagli amministratori in quanto eletti dai cittadini stessi), che sia consultivo (i cittadini vengono chiamati attivamente ad esprimere il loro parere sui singoli problemi), ma soprattutto partecipativo (il cittadino in base alla sua esperienza di singolo, di componente di associazioni, di membro di un quartiere ecc. viene direttamente coinvolto nella valutazione delle priorità su cui agire, nella discussione del progetto elaborato e nelle sue modifiche sino all'atto attuativo) attraverso idonei organismi (l'attivazione di statuti comunali che definiscano i diritti di rappresentanza nel sistema delle consultazioni e decisioni delle diverse componenti sociali e delle rappresentanze di interessi e stabiliscano le regole di funzionamento del processo partecipativo.).
Questi luoghi "costituenti" (che possono essere attivati a livello di un municipio, un'unione di municipi, un sistema territoriale locale, un circondario, ecc.) dovrebbero realizzare un incontro a "metà strada" fra amministrazioni locali che intendono politicamente predisporsi all'ascolto e al dialogo con gli attori i della trasformazione presenti su un territorio e componenti sociali (attori economici e culturali, associazioni, comitati, reti solidali, forum, ecc) disponibili a cercare esiti progettuali e operativi dell'"altro mondo in costruzione".

(Carta del Nuovo Municipio)
Gli istituti decisionali della nuova cittadinanza possono comprendere:
o una rappresentanza delle principali associazioni economiche e di categoria
(artigiani, agricoltori, commercio, industria, turismo, ecc.);
o una rappresentanza delle associazioni con finalità culturali, sociali, di difesa
dell'ambiente;
o una rappresentanza di comitati e di forum, tematici, territoriali e urbani, delle circoscrizioni od assemblee di quartiere o zona ecc.
Le strutture di consultazione, concertazione, decisione, gestione che affiancano il Municipio e la sua struttura elettiva costituiscono una forma intermedia fra la democrazia delegata e la democrazia diretta (assemblea, referendum ecc.).
Queste strutture funzionano con continuità accompagnando l'intero processo di gestione di piani, politiche e progetti; la loro configurazione territoriale rispetta le forme di aggregazione socio-culturale locale, senza costringerle entro confini burocratici prestabiliti.
Le associazioni e i movimenti costituiscono il motore potenziale delle trasformazione delle politiche municipali verso la loro gestione sociale.
Senza un percorso di costruzione di "società civile locale", di reti civiche, di pratiche di percorsi alternativi di sviluppo locale, il Comune tende a perpetuarsi nel proprio ruolo di "cinghia di trasmissione locale" delle politiche statali.

In questo ravvisiamo, da parte delle amministrazioni, il mettersi al servizio della cittadinanza.
Le istituzioni locali si rivelano così tanto più forti quanto più riescono a coinvolgere intorno a progetti di interesse comune le varie espressioni della società civile e quanto più vengono riconosciute dai cittadini come punto di riferimento efficiente e credibile.
E' il passaggio dal consenso contrattato ad un programma condiviso con i cittadini e le diverse articolazioni della società civile.
La vera sfida del Nuovo Municipio è dunque quella di riuscire a creare costituenti locali che si occupano della produzione e gestione della città e del territorio secondo scenari di futuro condivisi; e per farlo attivano in istituti di nuova democrazia i soggetti sociali, non solo contro gli effetti locali degradanti di modelli esterni di sviluppo, ma per la realizzazione di forme di autogoverno e di autoproduzione del proprio territorio in forme durevoli e sostenibili.

E' solo aderendo a questa metodica che le progettualità sotto elencate, ed altre che durante il periodo emergessero, possono essere in concreto comprese, discusse, fatte proprie ed affrontate correttamente.

Limite e sostenibilità
Qualità della vita e della relazione sociale:
dalla competitività alla cooperazione - solidarietà

Noi tutti partiamo da una convinzione, che le esigenze dell'attuale sistema produttivo e la salvaguardia della biosfera e dei suoi abitanti siano tra loro incompatibili.
La sfida che ci attende nei prossimi decenni, la rivoluzione culturale cui siamo chiamati, deve vederci impegnati nel trasformare le basi concettuali che misurano il nostro attuale benessere e la salute economica dei nostri paesi, non più in termini di crescita della produzione e dei consumi materiali, per porre le basi per una società in cui si sia capaci di vivere meglio, consumando molto meno, evitando la dilapidazione del capitale naturale e sviluppando un'economia che riduca gli attuali input di energia e materie prime.
Per tenere sotto controllo il progresso verso lo sviluppo sostenibile, è dunque necessario essere in grado non solo di definire, ma anche di misurare i vari aspetti della sostenibilità: i limiti che ci impone la natura e lo stesso nostro relazionarci, il nostro impatto su di essa e la "qualità" della nostra vita.
Una seria riflessione volta ad immaginare uno sviluppo sostenibile,da un punto di vista etico sociale ed economico nella nostra città, non può prescindere dall'affrontare il tema dei consumi.
Il mondo occidentale consuma una quantità eccessiva di energia e risorse: il nostro sviluppo risulterebbe insostenibile se immaginato diffuso a tutte le popolazioni del mondo.
Il consumo è al centro del vivere quotidiano e spesso in forme diverse appare strumento di selezione, di identificazione di gruppi, fattore di inclusione ed esclusione.
La cultura del consumo è funzionale al sistema economico, lo sostiene e contemporaneamente grazie ad esso si alimenta.
Impegnandoci nella ricerca di uno stile di vita semplice, essenziale che sappia distinguere tra bisogni reali e bisogni imposti possiamo realizzare la sobrietà nelle nostre azioni quotidiane come consumatori e utilizzatori di beni (acqua, gas, elettricità, …) e nei nostri acquisti basarci non solo sul criterio qualità/prezzo, ma anche sulla storia del prodotto e la condotta della casa produttrice.
Preso singolarmente il potere del consumatore è piccolo, ma moltiplicato per milioni di persone può influenzare le scelte e i comportamenti di ogni azienda, anche delle più grandi.


Sul piano operativo proponiamo:

1. stimolare, promuovere e sostenere le attività formative e informative esistenti, rivolte ai giovani (scuole), ai cittadini e alle imprese del territorio cittadino sul consumo critico e consapevole, perché sorga la consapevolezza del ruolo politico del consumatore.
Si garantirà in questo modo la scoperta/riscoperta di ruoli poco o nulla presenti nel nostro comune, ma di vitale importanza:
· propositivo e partecipativo del locale Istituto Comprensivo (docenti, studenti, genitori),
· propositivo e partecipativo, diretto (organizzazione in prima persona) ed indiretto (sponsor), delle aziende locali finalizzato ad accrescere il bene comune
· portare a conoscenza del volontariato, delle associazioni e della scuola i prodotti del commercio equo solidale, del biologico nonché dell'esistenza di prodotti eticamente compatibili (elenchi, favorire il contatto, facilitare l'acquisto) stimolandone l'adozione all'interno dei circoli e delle manifestazioni pubbliche di volta in volta attuate a Castelnovo Sotto.
2. adottare nella scelta dei fornitori dell'amministrazione comunale metodologie di consumo critico e salvaguardia locale con particolare attenzione a:
· affidare le casse comunali ad una banca non coinvolta nel traffico delle armi (www.banchearmate.it), assumendo in questo modo un ruolo anche educativo per il cittadino.
· sponsorizzazioni e collaborazioni nelle diverse iniziative che si andranno a proporre sia in ambito solidale che culturale che ludico, proponendo anche un protocollo di riferimento cui strettamente attenersi
· mense scolastiche (prodotti biologici, locali e socialmente sostenibili),
· forniture di materiale,
· appalti di servizi (con l'assunzione di un ruolo di controllo e stimolo affinché i protocolli di qualità dei servizi mirino ad assicurare la tutela di standard ambientali e lavorativi da parte dei soggetti appaltatori)
· cura dell'aggiornamento tecnologico degli immobili e dei beni di proprietà (al fine di ridurre il consumo di energie e risorse).
3. facilitazione di forme di aggregazione che coinvolgano gruppi famigliari ed associativi impegnati a condividere nuove forme di consumo (GAS ecc.)
4. adozione di un nuova politica edilizia che tenga conto sia delle reali necessità abitative che della creazione di nuovi spazi verdi e la tutela di quelli esistenti (Parco Rocca in primis).
Con questo evitando l'attuale incontrollata cementificazione (con conseguenti problemi di urbanizzazione, forniture consone di servizi ecc.) favorendo nel contempo il recupero ed il restauro di costruzioni esistenti.
5. l'adozione di una regolamentazione che permetta la destinazione di parte
degli appartamenti attualmente esistenti ed inutilizzati alla popolazione residente in situazioni di grave difficoltà; analogamente per le abitazioni "sfitte" esistenti delle quali proponiamo il definitivo censimento.
6. nell'ambito della tutela ambientale: esplorare la possibilità di conoscere ed
agevolare nuove metodiche di costruzione (edilizia sostenibile), incentivare
il ricorso alla raccolta differenziata ed all'utilizzo dell'isola ecologica, la formulazione di un piano di limitazione dell'inquinamento elettromagnetico,
7. il recupero in termini di vivibilità del centro storico, inteso come irrinunciabile spazio di socializzazione della cittadinanza favorendo un'armonico funzionamento delle strutture esistenti, comprensive di eventuali opere di recupero (es. teatro parrocchiale), ed una ulteriore riappropriazione degli spazi comuni nell'ambito di iniziative aperte a tutta la cittadinanza. Se ne dovrà pertanto prevedere una gestione partecipativa allargata che comprenda amministrazione, parrocchia, associazioni di volontariato ecc.
8. facciamo infine nostra l'esortazione affinchè si sia attivi nella tutela dei diritti dei lavoratori del proprio territorio, promuovendo una politica del lavoro tesa a favorire la piena occupazione e la stabilità del posto di lavoro nel rispetto delle forme contrattuali e di sicurezza contro i sempre più frequenti processi di flessibilità e precarietà del lavoro.

Per saperne di più: http://www.miw.it

Educazione alla pace e Dialogo interculturale
Castelnovo Sotto città di pace

La nostra idea di Castelnovo Sotto come città di pace si colloca all'interno della nostra ricerca e scelta della nonviolenza.
Pur consapevoli dei nostri limiti cerchiamo di andare oltre il classico approccio pacifista, generalmente focalizzato sulla critica della guerra e del sistema che la alimenta, e di allargare il nostro campo di analisi e di azione all'insieme dei processi e dei soggetti che generano situazioni di ingiustizia, di sofferenza, di violenza .
Siamo convinti che la costruzione della pace richiede di operare su diversi piani e di considerare diverse variabili, secondo logiche e prassi che individuano mezzi sempre coerenti col fine che si vuole perseguire.
Per questa ragione la nostra area di riflessione, di critica e di azione si sviluppa in varie direzioni e ci porta a indicare talvolta percorsi e soluzioni diverse e alternative a quelle esistenti.
Pensare dunque a Castelnovo Sotto come città che contribuisce ad affermare l'idea e la pratica della pace non può ridursi a prospettare obiettivi e interventi circoscritti al campo "pacifista", o alle sole scelte simboliche, ma alla stessa stregua degli altri settori indicati, ricercare le connessioni che legano il nostro vivere quotidiano e le nostre scelte come comunità locale ad un sistema in cui le guerre e il commercio delle armi sono un elemento normale e fondante di risoluzione dei conflitti e di gestione stessa degli equilibri socio-economici.
Le connessioni tra le nostre scelte energetiche e la ricerca di controllo sulle materie prime.
Altro fondamento per la costruzione di una società pacificata è la "Convivialità delle differenze" (don Tonino Bello): la multiculturalità è oramai un dato di fatto anche nelle nostre piccole realtà.
Facendo altresì nostro il presupposto che per instaurare un dialogo corretto è indispensabile che vi sia dapprima l'incontro ed ancor prima il rispetto e la conoscenza.
Ecco quindi che nel dialogo interculturale chiediamo vi sia un'attenzione particolare verso tutti i momenti, formativi e ludici, che permettano alla comunità castelnovese di incontrarsi con chi è portatore di una diversa cultura: tappa fondamentale per la conoscenza da cui il dialogo ed il confronto che deve permettere di superare i preconcetti e le storture che i recenti avvenimenti e parte della loro interpretazione ha determinato.

Proponiamo quindi:
1. che parte dell'utilizzo degli spazi a disposizione della cittadinanza deve essere mirato a questo; è già possibile in tal senso attivarsi per mostre su usi e costumi a noi poco o nulla conosciuti, incontri con confronti sulle stesse tematiche quotidiane (famiglia, lavoro ecc), mercato.
2. la creazione di un gruppo di lavoro interculturale sull'immigrazione e l'integrazione, privilegiando la componente giovanile, che lavori proponendosi di trasformare lo scontro, la paura e la diffidenza in elaborazione positiva di momenti d'incontro e di conoscenza.
3. l'adozione nello Statuto Comunale di un articolo in cui si riconosce nella pace "un diritto fondamentale delle persone e dei popoli" e pertanto si impegna a promuovere la cultura della pace e dei diritti umani;
4. l'adozione della definizione "Castelnovo Sotto comune denuclearizzato",
5. l'adozione della definizione "area comunale libera da OGM",
6. l'adozione di una risoluzione del Consiglio Comunale contro i GATS e le politiche egemoniche del WTO,
7. l'adesione del comune di Castelnovo Sotto al Tavolo della Pace,
8. l'adesione del comune di Castelnovo Sotto al manifesto dell'acqua.

Nel campo della educazione e formazione alla pace/alla convivenza/alla nonviolenza, chiediamo di:
1. prevedere l'elezione in Consiglio Comunale di uno o più rappresentanti portavoce della minoranza extracomunitaria di Castelnovo Sotto con compito consultivo,
2. realizzare corsi di educazione alla pace e alla nonviolenza per insegnanti,
educatori, operatori sociali, associazioni di volontariato etc.
3. avviare progetti nelle scuole rivolti a sviluppare negli insegnanti e negli studenti le conoscenze e la mentalità necessaria a gestire positivamente la presenza degli studenti di altri Paesi
4. promuovere convegni, seminari di studio, ricerche sui temi della pace, dei diritti dell'uomo, della cooperazione allo sviluppo.

Solidarietà internazionale
Percentuale bilancio comunale per la solidarietà e la pace

Invitiamo l'amministrazione ad incentivare l'investimento di parte del bilancio destinandolo a progetti di cooperazione in paesi in via di sviluppo.
Si determinerà in tel modo una riflessione progettuale nella cittadinanza sul dove e come destinare le risorse individuate, si creerà in tal modo uno strumento di controllo e di verifica dialettica risultandone così inevitabile strumento di crescita.
Nel percorso di educazione alla pace infatti è necessario sensibilizzare e creare una maggior attenzione dell'opinione pubblica sulle situazioni di povertà nel mondo.

Dal punto di vista operativo proponiamo:
1. mettere a conoscenza la cittadinanza di tutti i progetti solidali attualmente in essere con i relativi attori referenti, le cifre destinate, una descrizione del progetto e le progettualità in ognuno,
2. finanziare progetti promossi da ONG (organizzazioni non governative) locali, in modo da aver a disposizione cooperatori internazionali per la promozione dei progetti,
3. seguire i progetti creando gemellaggi con le popolazioni con cui si collabora
(sopraluoghi in entrambi i versanti).


Crediamo che queste proposte possano favorire la creazione di una nuova società
responsabile che sappia
· mantenere gli orizzonti aperti sull'intera umanità in particolare con chi vive
grandi difficoltà;
· farsi provocare concretamente alla ricerca di nuovi stili di vita
· sporcarsi le mani
· comprendere cos'è veramente innegoziabile nella vita di un essere umano.

Rimaniamo a disposizione per ogni chiarimento.
Cordiali saluti

"20dipace" (www.20dipace.it , 20dipace@libero.it)